Network di siti

Il network di siti (o Private Blog Network) è rappresentato da un insieme di siti web gestiti da un unico proprietario, sui quali si ha pertanto il 100% del controllo e collegati tra loro in modi diversi e per diverse finalità.

A volte l’argomento trattato in un sito presenta argomenti correlati ai quali si vuole dare specifica rilevanza e, anziché creare una sezione dedicata del sito o un sottodominio, si opta per la creazione di un sito web distinto. Questo con l’intento di differenziare il sito cercando di rispondere in modo più preciso ed efficace alle esigenze del potenziale visitatore. Un dominio dedicato e gestito sulla base di keywords specifiche potrà sicuramente posizionarsi meglio e accogliere l’utenza con messaggi, pagine, linguaggio e offerte dedicate.
In questo modo ogni sito del network potrà godere di una propria linea editoriale, una o più landing pages ottimizzate, un’attività social mirata, e così via, rafforzando la propria identità. Una struttura di link naturale tra i siti potrà guidare il visitatore da un argomento all’altro e beneficiare di un incremento di importanza agli occhi di Google e dei motori di ricerca in generale.
Creare un network di siti può portare a ottimi risultati ma bisogna tener presente che si tratta di un’attività molto dispendiosa. Ogni sito appartenente al network dovrà essere curato singolarmente, fornendo regolari contenuti di qualità e una crescita costante di backlink esterni. Questo comporta tempo, risorse e denaro da dedicare.
A volte c’è la tentazione di creare un network di siti non tanto per un’esigenza di rispondere un modo più efficiente alla domanda, quanto per spingere in modo artificioso un sito principale, chiamato money site. Si creano così siti di contorno con l’unico scopo di fornire link e juice al sito principale.
Questo tipo di attività è estremamente pericolosa: ci vuole poco per Google per cogliere i collegamenti, anche se si cerca di nasconderli ospitando i siti su indirizzi IP differenti o intestando i domini a diversi proprietari o evitando di utilizzare il medesimo circuito Adsense o Analytics.
Bisogna stare molto attenti nelle strutture di link che si creano, evitando link reciproci o altri incroci che lasciano facilmente determinare una rete e che violano palesemente le norme stabilite dai motori di ricerca.
Una struttura che ha avuto successo in passato è stata quella della suddivisione dei siti web in tiers, o livelli. Si creavano solitamente tre livelli: il terzo era costituito da una moltitudine di siti, spesso creati con software appositi in modo automatico su piattaforme gratuite, collegati a siti appartenenti al secondo livello. A loro volta questi erano collegati a quelli di primo livello e questi ultimi al sito principale. Mano a mano che ci si avvicinava al dominio principali i siti, gli articoli e i link miglioravano di qualità in modo da tenere lontano dal sito principale links di dubbia qualità e passibili di qualche penalizzazione.
Struttura tiers
Ormai questi schemi non funzionano più, sono facilmente individuabili dall’intelligenza dei motori di ricerca e risultano essere, nell’ipotesi migliore, del tutto inutili e costosi.
Concludendo possiamo dire che, pur essendoci casi in cui la struttura di network può avere un senso, se lo scopo è unicamente quello di spingere un sito, il gioco non vale la candela e si finirebbe a spendere parecchie risorse per mantenere numerosi siti senza ottenere un risultato apprezzabile. A tale scopo è sicuramente più efficiente ed efficace affidarsi ad una campagna di link building progettata in modo prudente ed equilibrato.